Le Cattive Erbe costituisce un tentativo di costruire uno spazio che non esclude ma accoglie, all’interno dell’Accademia di Brera. A partire dall’immagine della Magnolia come crescita spontanea e non regolata, il progetto riflette su appartenenza, marginalità e possibilità di espressione, trasformando il cortile in un luogo di incontro, ascolto e condivisione. La mostra si configura così come un gesto collettivo che rivendica la necessità di uno spazio che non esclude ma accoglie, capace di accogliere differenze, esperienze e linguaggi senza imporre gerarchie o limiti.
Nell’ambiente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, la Società della Magnolia è come una cattiva erba. Infesta l’omonimo cortile con materiali artistici abbandonati, opere esposte per caso o per scelta, un tavolo da ping pong e frammenti di vita quotidiana.
Come le erbacce, cresce spontanea, senza permesso, ai margini di un’istituzione che accoglie a intermittenza. È da questa immagine che prende forma il cuore del progetto: trasformare il simbolo della cattiva erba in un linguaggio condiviso, capace di parlare di cicatrici invisibili, esperienze di sradicamento, un senso profondo di non-appartenenza.
La Società della Magnolia non è un collettivo strutturato, ma una realtà fluida, libera, senza gerarchie né programmi. È uno spazio vivo, autogestito e vagamente occupato, che nasce in risposta alla mancanza di luoghi e occasioni di espressione dentro l’Accademia.
Un rifugio quotidiano per chi vive l’arte, o sceglie di non farla, dove il cortile diventa punto d’incontro, di scambio, di ascolto e di inclusione. In un ambiente accademico spesso dispersivo e disorientante, dove le occasioni espositive sono scarse e frammentarie, la Società si pone come un gesto di resistenza e di creazione collettiva. Un modo per prendersi ciò che manca, per mettere insieme voci, sguardi e storie diverse.
Siamo tutti sulla stessa barca. Oggi più che mai, nessuna realtà politica, sociale o culturale dovrebbe arrogarsi il diritto di decidere dove e come l’altro può attecchire. Né con le parole, né con il sangue. Questa mostra è il tentativo di coltivare uno spazio che non esclude, ma accoglie. Che cresce selvatico, e proprio per questo vitale. Uno spazio attraversabile, anche da chi vive oltre le mura del cortile.
Comunicato della Società della Magnolia per la mostra le Cattive Erbe (25-27 giugno 2025).

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