La Società della Magnolia è un’esperienza condivisa che ha rivoluzionato la quotidianità degli studenti dell’Accademia di Brera. Yuri Barbieri, studente di Scultura, ci racconta come questa realtà autogestita abbia inciso profondamente sul suo percorso artistico, umano e accademico.
Yuri Barbieri è uno studente del corso di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo percorso non è stato lineare: tra scuole diurne, serali e cinque anni di lavoro come operaio serigrafico e cuoco, ha maturato un’esperienza di vita concreta che oggi alimenta la sua ricerca artistica.
La sua presenza nella Società della Magnolia è carismatica e fondamentale: un punto di riferimento per il gruppo, sempre pronto a prendere parola, proporre, costruire.
Con la sua energia contagiosa e un forte senso di appartenenza, Yuri è tra i volti più attivi e determinati del collettivo.

Com’è nata la Società della Magnolia?
La Società della Magnolia è nata nel Cortile della Magnolia, unico spazio fruibile in modo ludico dai ragazzi all’interno dell’Accademia di Brera.
All’inizio eravamo in pochi: chiacchieravamo, mangiavamo, lavoravamo o studiavamo insieme. Poi, con la costruzione del tavolo da ping pong rudimentale, il numero di persone è cresciuto tantissimo.
L’evento scatenante, però, è stato il Salone del Mobile 2025.
Durante quella settimana, i luoghi dell’Accademia vengono quasi completamente affittati a privati, e noi, che vivevamo quotidianamente quegli spazi, ci siamo sentiti messi da parte.
Abbiamo deciso di “rispondere” a questa prevaricazione creando una mostra collettiva autogestita: il Salone della Magnolia.
Da lì, visto il successo e la partecipazione, abbiamo dato vita a una serie di altri eventi lungo tutto l’anno.
Come definiresti la Società della Magnolia? Cosa rappresenta per te?
Per me la Società della Magnolia rappresenta la forza dei ragazzi che si uniscono per costruire qualcosa.
È una sorta di organo autogestito che tutela e sviluppa il nostro presente e il nostro futuro, sia come studenti che come artisti.

Far parte di questo “gruppo” ti ha permesso di applicare le conoscenze teoriche apprese durante il tuo percorso di studi? Se sì, come?
Sì, assolutamente.
Il brainstorming è fondamentale in ogni ambito di ricerca, ma in particolare in quello artistico.
Avere uno spazio dove poter discutere delle lezioni, dei progetti, delle idee, rende molto più facile e concreta l’assimilazione dei concetti teorici.
È un modo per rendere davvero vivo e utile ciò che impariamo in aula.
A quale progetto della Società della Magnolia ti è piaciuto partecipare di più?
Il progetto a cui sono più legato è sicuramente la prima mostra: Il Salone della Magnolia.
È da lì che tutto è partito, che la scintilla si è accesa.
Detto ciò, ogni progetto a cui ho partecipato, e a cui parteciperò, è essenziale: ogni evento è un tassello che aggiunge forza e valore a ciò che stiamo costruendo.

Che tipo di futuro vedi per la Società della Magnolia? Hai dei progetti in testa che ti piacerebbe realizzare?
Vorrei vedere la Società andare oltre i muri dell’università.
Mi piacerebbe creare un corridoio tra noi e le istituzioni culturali: gallerie, musei, spazi indipendenti.
Ma anche portare l’arte nelle piazze, nei quartieri, nei mercati: ovunque ci siano persone con cui dialogare.
Il futuro della Società, secondo me, è direttamente proporzionale alla partecipazione: se le nuove generazioni di artisti continueranno a crederci, potrà davvero diventare qualcosa di grande.

Quanto e come far parte della Società della Magnolia ha inciso sulla tua vita sociale e accademica all’interno dell’Accademia di Brera?

La Società ha creato un punto sicuro per tutti noi: un luogo dove trovarsi, confrontarsi, aiutarsi.
Io l’ho vissuta sin dagli albori, e ho visto moltiplicarsi le presenze, le amicizie, le collaborazioni.
Dal mio punto di vista, la Società è la vita sociale e accademica di Brera.