La Società della Magnolia è uno spazio collettivo tra arte e vita, nato dall’esigenza degli studenti dell’Accademia di Brera di creare un luogo autentico di incontro e condivisione. In questo contesto si inserisce l’esperienza di Margherita Di Pirro, che racconta la Magnolia come un ambiente quotidiano fatto di relazioni, affinità e momenti condivisi. La sua testimonianza restituisce l’immagine di uno spazio vissuto prima di tutto come “casa”, dove la dimensione artistica si intreccia con quella umana, dando forma a uno spazio collettivo tra arte e vita in cui crescere insieme, dentro e fuori dall’Accademia.

Come è nata la Società della Magnolia?
Non avendo molti spazi di aggregazione all’interno di Brera, gli studenti si sono sempre ritrovati nel cortile della Magnolia e, nel tempo, hanno iniziato a organizzarsi. La Società della Magnolia nasce ufficialmente durante lo scorso Fuorisalone, da un’esigenza degli studenti di far sentire la propria presenza in un momento in cui l’Accademia era occupata principalmente da turisti ed eventi commerciali. Il primo evento è stato una mostra collettiva organizzata in modo spontaneo.
Come definiresti la Società della Magnolia? Cosa rappresenta per te?
La Società della Magnolia è casa. È un luogo di gioia, felicità, ristoro e collettività. Uno spazio dove posso sentirmi me stessa, fare nuove amicizie e coltivare ogni giorno i rapporti con gli altri studenti. È un luogo vivo, dove si gioca, si balla, si fa musica e si fa arte insieme: uno spazio collettivo tra arte e vita in cui tutto nasce in modo spontaneo.
Far parte di questo gruppo ti ha permesso di applicare le conoscenze teoriche del tuo percorso di studi?
Sì, durante le mostre ho potuto applicare concretamente alcune conoscenze apprese a lezione, che prima erano rimaste solo teoriche. Ho avuto la possibilità di lavorare in gruppo e di capire come instaurare un rapporto diretto con gli artisti.
A quale progetto ti è piaciuto partecipare di più?
Il progetto dei murales in giro per la città.

Che futuro vedi per la Società della Magnolia?
Sarebbe bello riuscire a portare il collettivo fuori dalle mura dell’Accademia, in altri spazi espositivi e nella città. Credo abbia un grande potenziale, anche nel creare connessioni con altre accademie italiane. Penso inoltre che possa sviluppare un ruolo politico e sociale importante.
Quanto ha inciso sulla tua vita accademica e sociale?
Mi ha fatto vivere questi anni nel miglior modo possibile. Ho sentito pienamente lo spirito dell’Accademia e sono felice di aver conosciuto persone così affini e stimolanti.
