Dopo aver maturato esperienza nel campo dell’oreficeria, Alessandro Giove ha deciso di iscriversi al corso di Scultura dell’Accademia di Brera, “per entrare a contatto con il mondo dell’arte”.
Sin dalla prima mostra della Società della Magnolia, Il Salone della Magnolia, Alessandro ha esposto alcune delle sue opere, tra cui Crescendo Tentoni, riproposta successivamente anche nella mostra al BASE Milano, il 6 luglio 2025.
Crescendo Tentoni è una scultura polimaterica (100x33x23 cm), realizzata con gesso, terra, poliuretano e ferro.
Lo stesso artista la descrive così:
«Una candida figura si erge dalla terra: solida, inerme, osservatrice.
La mancanza di arti superiori esprime l’impossibilità di un vero contatto tattile col mondo, la leggera torsione del busto il tentativo appena accennato.
Pressioni esterne schiacciano i polmoni, la carenza di fiato è critica.
Infine la testa, che pare non appartenere al medesimo corpo, si proietta in avanti, quasi a volersi staccare; con lo sguardo immobile a mezz’asta, rimugina nella sorda immobilità.»

In questa intervista, Alessandro ci racconta il suo incontro con la Società della Magnolia e come la sua poetica si sia intrecciata con quella di un gruppo eterogeneo ma profondamente coeso.
Come è nata la Società della Magnolia?
Al mio rientro in Italia, a febbraio 2025, il fermento nel Cortile della Magnolia era palpabile.
La Società ha iniziato a prendere forma da un’idea, dalla forza dell’immaginazione, ma soprattutto dalla spinta propulsiva di alcune personalità — cari amici.
Come definiresti la Società della Magnolia? Cosa rappresenta per te?
In questa fase, la descriverei più come una comunità che come una società.
La Magnolia è prima di tutto un luogo: l’ultimo spazio familiare all’interno di un’Accademia che oggi sembra funzionare più per i turisti e per il mercato, che per gli studenti.
Far parte di questo “gruppo” ti ha permesso di applicare le conoscenze teoriche apprese durante il tuo percorso di studi? Se sì, come?
Premetto che, personalmente, faccio fatica a “sentirmi parte” di qualcosa.
Tuttavia, sono molto contento di poter contribuire, per quanto mi riguarda, in termini più pratici che teorici.
A quale progetto della Società della Magnolia ti è piaciuto partecipare di più?
Il Salone della Magnolia, la prima mostra organizzata dal collettivo nell’aprile 2025, è stato un momento incisivo.
Ha permesso una maggiore connessione tra studenti di diverse facoltà e ha fatto emergere la consapevolezza che dal basso qualcosa si è finalmente mosso.
Che tipo di futuro vedi per la Società della Magnolia? Hai dei progetti in testa che ti piacerebbe realizzare?
Vedo un futuro ostico, perché una comunità non basta: per diventare davvero una “società” serve un programma.
Penso che una rivista, dei dibattiti tematici, degli spazi di riflessione, oltre alle mostre, potrebbero essere buoni passi avanti per costruire qualcosa di più solido e definito.
Quanto e come far parte della Società della Magnolia ha inciso sulla tua vita sociale e accademica all’interno dell’Accademia di Brera?
Mi ha permesso di sentirmi più a mio agio.
Grazie alla Magnolia ho potuto conoscere persone e vedere un interesse reale per i miei lavori, specialmente in occasione delle mostre.
Non posso dire che mi abbia dato notorietà accademica, ma sicuramente mi ha valorizzato e mi ha aiutato a vivere l’ambiente accademico con più serenità.
